Un sassofono in cambio della Storia.
È il 21 aprile 1945. Bologna è in fermento, l’aria è densa di attesa e i primi reparti alleati – i soldati polacchi – entrano in città da San Lazzaro.
Luciano Bergonzini, partigiano e intellettuale, capisce che quel momento deve essere immortalato. Non ha una cinepresa, ma ha il suo sassofono: lo scambia con un soldato inglese e inizia a girare. Quelle immagini, oggi custodite dall’Istituto Parri, sono la testimonianza viva di una città che tornava a respirare dopo anni di guerra.
Agnese Portincasa ci racconta questo incredibile “dietro le quinte” della Liberazione bolognese.
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