Un padre sdraiato di fianco al corpo senza vita della figlia coperto da un telo, un uomo rimasto senza muoversi, anche per un’ora, sulla statale vicino al lago affollata di ambulanze. Settecento studenti che scendono le scale in un silenzio assoluto, surreale, che non è quello dell’ultimo giorno di scuola, dove quei gradini di solito si saltano tre alla volta, e di corsa, verso le vacanze. Ci sono almeno due momenti che lasciano senza fiato nella storia dei ragazzi investiti in una calda domenica pomeriggio a pochi metri dalla spiaggia del Lago Maggiore dove volevano farsi il primo bagno di stagione, e dove ha invece trovato la morte Sara Vetrano, 16 anni, che ne avrebbe compiuti 17 il 19 giugno.