Ai Giardini si vedono ancora gli operai, gli artisti e i curatori all’opera, intenti a sistemare le ultime cose
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A poche ore dall’apertura della vernice della Biennale di Venezia «In minor Keys», in programma dal 5 all’8 maggio, ai Giardini si vedono ancora gli operai, gli artisti e i curatori all’opera, intenti a sistemare le ultime cose. L’attenzione è tutta rivolta al padiglione russo che dopo quattro anni riapre e che in questi giorni ospita gli artisti che, a partire dal 5 maggio alle 10, suoneranno all’interno del Padiglione per quattro giorni, senza mai mostrarsi. I brani musicali risuoneranno per tutta la Biennale dall’interno del Padiglione che verrà chiuso per non incappare in sanzioni. Lunedì molti curiosi si aggiravano nella parte esterna dei Giardini per vedere se si intravedeva qualcosa. Il padiglione della Russia emerge infatti in parte dal muro di cinta dove si vede la scritta Russia e la parete color verde salvia. Lì, fino a lunedì sera, gli operai pulivano la terrazza e c’era un viavai all’interno di persone che si intravedeva dalla dalla porta a vetro. Ai piedi del muro di cinta, resti di tronchi e altro materiale proveniente dalla manutenzione del verde.
