Le parole diffuse lo scorso gennaio dal movimento Spazio Civico di Bisceglie, lette oggi risuonano come un’agghiacciante premonizione. «Via Veneziano è interamente in cattivo stato, lo sono i pini che ospita, lo sono i suoi marciapiedi», scrivevano, ricordando la vicinanza con viale Calace, dove pochi mesi prima erano crollati due alberi. L’appello lanciato a gennaio non fu raccolto dal Comune. E, dopo quanto accaduto il 13 aprile, riporta al centro una domanda che attraversa la città: la tragica morte di Alicia Amoruso, di 12 anni, schiacciata da un albero abbattuto dal vento si poteva evitare? Alicia, alunna della Riccardo Monterisi era quasi arrivata a scuola, per un corso pomeridiano di inglese. In un attimo l’albero ha ceduto, coprendola del tutto. I soccorritori del 118 sono arrivati in pochi minuti. Le manovre di rianimazione sono proseguite a lungo, ma le condizioni della ragazza sono apparse subito disperate. Alicia è giunta in ospedale già priva di vita. Una dinamica rapida, senza margini, che ha gettato Bisceglie in uno sgomento muto e diffuso. Oggi, 15 aprile, sarà conferito l’incarico per l’autopsia, un esame indispensabile per fornire elementi utili alle indagini, disposte dalla Procura di Trani che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo attualmente a carico di ignoti ma che presto potrebbe contenere dei nomi. Parallelamente, gli inquirenti acquisiranno segnalazioni, documenti e relazioni tecniche: secondo alcuni residenti, quell’albero era stato indicato più volte come pericolante. Sarà necessario stabilire se il rischio fosse noto, se il crollo fosse prevedibile, se gli interventi di manutenzione siano stati adeguati. Ma il tema supera il singolo episodio.
