Alle 21.30 scende dall’appartamento la madre Antonia, che abbraccia in lacrime la sindaca Sara Funaro e la madre di Michela Noli, fiorentina vittima di femminicidio nel 2016
Guarda il video su Corriere: https://video.corrierefiorentino.corriere.it/firenze-si-stringe-intorno-alla-madre-di-lorena-isceri-il-lungo-applauso-e-la-fiaccolata/ab4615ae-d1d6-49cb-ad25-2b4ddc7a7xlk
Proprio qui, nella stessa strada dove Lorena Isceri e’ stata sequestrata e poi uccisa dall’ex compagno, oggi ci sono quasi duemila persone silenziose e commosse di fronte al femminicidio che ha scosso l’italia intera.
Via Panciatichi, Firenze, la tragedia ha avuto inizio qui, quando Federico Vella è sceso nel garage della vittima, l’ha legata e l’ha chiusa nel bagagliaio della sua auto. Adesso brilla la luce di decine di candele. Una fiaccolata partecipata. Tanti fiori che le persone depositano sul portone dell’appartamento. Come i gladioli bianchi di Giuseppe, collega di lavoro e amico di Lorena, che lascia una foto di loro due insieme. E poi le rose rosse, quelle bianche, mazzi che formano montagne di omaggio e dolore. Alle 21.30 scende dall’appartamento la madre Antonia, che abbraccia in lacrime la sindaca Sara Funaro e la madre di Michela Noli, fiorentina vittima di femminicidio nel 2016. “Grazie, sento tutto il vostro affetto” dice la madre mandando un bacio alla folla sotto casa. Segue un lungo applauso.
Alle finestre del palazzo in cui abitava Lorena sono sono appesi grandi teli rossi, simbolo della violenza sulle donne. Insieme alla sindaca Funaro che ha promosso questo presidio, ci sono le sindache di Bergamo Elena Carnevali e Perugia Vittoria Ferdinandi, vari sindaci della città metropolitana. “Il femminicidio di Lorena Isceri è una tragedia che ha scosso l’intera città — ha detto la sindaca Sara Funaro — Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie, né accettare che vengano ridotte a una fatalità. Dobbiamo dirlo con forza e chiarezza: non è gelosia, non è passione, non è amore. L’ossessione, la pretesa di possesso e la violenza distruggono la vita delle donne”.
Alla fine del presidio, candele e fiori sono stati alzati e poi un lungo applauso.