Questa è una guerra che se termina entro fine giugno restituisce uno scenario che consente di evitare la recessione – dice il ministro Foti, intervistato sul palco da Agnese Pini -. Se si va avanti la situazione cambia. Va bene eludere il patto di stabilità per la difesa, ma il tema delle energia non è inferiore al tema della difesa. Anzi. C’è una propensione a condividere il tema. C’è una propensione a non condividere la soluzione. Sull’Ets si è formato in Europa uno schieramento contrapposto. Da una parte alcuni Paesi dicono di sospendere gli Ets, mentre altri sono decisamente sul fronte opposto. Noi il nucleare ce l’avevamo in Italia ed eravamo all’avanguardia. E’ successo che nel 1986, quarant’anni fa, c’è l’incidente a Chernobyl, andiamo a un referendum per una moratoria sul nucleare ed è diventata la tomba del nucleare poi confermata dal referendum successivo."
"Allora, come nel secondo referendum, ho fatto parte della schiera ridotta che era favorevole al nucleare. Sono lieto che il Governo Meloni abbia posto il tema nucleare come essenziale. Dobbiamo però pensare che se partiamo col nucleare non lo realizziamo in due anni. Fermo restando il nucleare, che pesa zero in Italia ma il 23% in Europa, c’è un secondo elemento da tenere presente: la dipendenza energetica dell’Europa è del 57%, dell’Italia è del 74%"
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