C’è un «paziente zero», il primo che si sarebbe contagiato dando vita poi al focolaio di Hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius. Si chiamava Leo Schilperoord ed era un ornitologo di 70 anni proveniente dal piccolo villaggio di Haulerwijk, in Olanda. È stato lui il primo a morire a bordo della nave.
Insieme alla moglie Mirjam, 69 anni, anche lei ammalatasi e deceduta pochi giorni dopo il marito, aveva intrapreso un viaggio di cinque mesi attraverso il Sud America. La coppia era arrivata il 27 novembre in Argentina, aveva attraversato il Cile e l’Uruguay documentando la fauna selvatica e continuando a coltivare la passione comune per l’ornitologia.
A fine marzo marito e moglie erano tornati in Argentina, dove avevano partecipato a un’escursione di birdwatching vicino a Ushuaia, città meridionale e luogo famoso tra gli appassionati di fauna selvatica. Il 27 marzo, gli Schilperoord hanno visitato una grande discarica a cielo aperto situata a circa sei chilometri dalla città. Nonostante sia fortemente contaminata ed evitata dagli abitanti del luogo, la zona è una meta popolare per gli appassionati di birdwatching grazie alle rare specie di uccelli che la popolano, tra cui il caracara dalla gola bianca, talvolta chiamata anche caracara di Darwin.
Secondo le prime ipotesi formulate, Leo Schilperoord e la moglie potrebbero aver inalato particelle disperse nell’aria contaminate da escrementi di ratti del riso pigmei dalla coda lunga, portatori del ceppo andino dell’Hantavirus. che può essere trasmesso tra esseri umani.
