Il conflitto in Iran ha prevedibilmente e comprensibilmente spostato l’attenzione, di nuovo, sulla politica estera. Le ricadute immediate sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare dalle speculazioni che provocano un immotivato, immotivato almeno per ora, aumento dei prezzi. L’attenzione della pubblica opinione italiana è dunque presa da altro, certamente molto meno dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La riforma Nordio passa in secondo, terzo, quarto piano rispetto agli eventi macroscopici che ci circondano
