Centomila euro. La cifra che sembrava irraggiungibile è stata superata in pochi giorni, donazione dopo donazione, trasformando l’appello di una famiglia in una gara di solidarietà. Servivano 80 mila euro per costruire un ascensore che permettesse a Federico, 12 anni di Predazzo, di tornare finalmente nella sua cameretta al piano superiore. Ne sono arrivati oltre 100 mila. E adesso mamma Lara, papà Gianni e i due fratellini hanno affidato alla pagina della raccolta il loro grazie a quanti hanno deciso di fare, come avevano chiesto all’inizio, «un pezzo di strada» insieme a loro.
La storia di Federico comincia a cambiare nel 2022, quando al bambino viene diagnosticato un linfoma. Mesi di chemioterapia, poi la guarigione dal tumore. Proprio durante l’ultimo ciclo, però, con le difese immunitarie azzerate, viene colpito da una gravissima encefalite che compromette completamente il sistema motorio volontario e in parte quello involontario, compresa la respirazione. Federico oggi è immobile e collegato a un respiratore, ma le sue capacità cognitive sono intatte: va a scuola, partecipa alle attività e, raccontano i genitori, conserva una straordinaria voglia di vivere. Da quando è tornato a casa non ha più potuto raggiungere la sua stanza. La casa della famiglia, a Predazzo, è disposta su due piani e il padre ha così trasferito la propria vita in soggiorno, dove dorme accanto al figlio per assisterlo giorno e notte. Da qui il progetto dell’ascensore: 130 mila euro di lavori, 50 mila coperti da un contributo della Provincia autonoma di Trento e gli altri 80 mila a carico della famiglia.