«E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai, di giocatori tristi che non hanno vinto mai». Copyright: Francesco De Gregori ne La leva calcistica della classe ’68. Anche Alexia Putellas è triste, e non da oggi. Occhi lucidi – i suoi – per esempio già il 3 maggio, dopo aver contribuito con una doppietta a spedire il suo Barcellona in finale di Champions League a spese del Bayern Monaco. Ma a differenza dei giocatori di De Gregori, la fuoriclasse nata il 4 febbraio 1994 di titoli ne ha accumulati tanti, tantissimi. Ben 38 per la precisione, nelle sue 14 stagioni blaugrana: 10 campionati spagnoli, altrettante Coppe della Regina, 6 Supercoppe di Spagna, 4 Champions League e 8 Coppe Catalunya. In totale, qualcosa come 232 gol in 508 presenze ufficiali: numeri da capogiro per una centrocampista, per quanto dalle caratteristiche spiccatamente offensive. Primatista assoluta di marcature, in termini di partite disputate è invece seconda alle spalle della sola Melanie Serrano (516). Prestigiosissime ciliegine sulla torta i due Palloni d’Oro vinti nel 2021 e nel 2022, e al termine un’annata che l’ha appena vista alzare al cielo ancora una volta tutte le competizioni di cui sopra (a eccezione della Coppa Catalunya, ora riservata a formazioni non professionistiche) nonché mettere a segno 20 reti in 43 apparizioni, potrebbe non essere finita qui. Viceversa ciò che si è concluso, in questo caso dopo il match di mercoledì contro la Real Sociedad, è stata proprio la sua straordinaria avventura nel club catalano: come annunciato dalla società martedì pomeriggio, il contratto in scadenza a giugno non verrà rinnovato.