Alex ha ispirato tutti noi nel non darsi mai per vinti
Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/sport/un-centimetro-alla-volta-paolo-condo/l-anima-di-zanardi-per-sempre-con-noi/a8b2dfee-730e-4c4b-abb1-defd5bbb1xlk
La prima volta che ho incontrato Alex Zanardi era un pomeriggio del novembre 2014, lavoravo alla Gazzetta dello Sport, e c’era un po’ di subbuglio in sede perché gli allenatori dell’Inter e del Milan, che quell’anno erano Roberto Mancini e Pippo Inzaghi, erano venuti per un forum con la redazione in vista del derby della domenica successiva. Quando organizzi questi incontri è normale che accorrano i fotografi, l’occasione di ritrarre insieme i tecnici delle due milanesi è ghiotta, e così fuori dalla sala riunioni s’era creata una piccola folla che all’uscita di Mancini e Inzaghi cominciò rumorosamente a scattare. Proprio in quel momento passò di lì Alex, che era in Gazzetta per un altro motivo, e la tentazione di una foto tutti e tre assieme divenne irresistibile. Zanardi si piazzò in mezzo ai due allenatori, e agitando i bastoni con cui si aiutava a camminare in modo fintamente minaccioso ammonì i fotografi “mi raccomando, non tagliatemi le gambe”. La ferocia dell’autoironia non venne colta subito da tutti, qualcuno sorrise, ad altri scoppiò proprio una risata, altri ancora ci misero un po’, perché per quanto Zanardi avesse mostrato già molte volte la sua tempra fisica e mentale, una battuta così uno comunque non se l’aspetta.Essendo l’autoironia la traccia rivelatrice di un’intelligenza molto sviluppata, ammirai Alex dal vivo prima ancora di stringergli la mano. E siccome quando muore un grand’uomo mi viene sempre il pensiero che vorrebbe essere salutato ricordando le sue gesta, e non il dolore del momento, mi piace aggiungere un’altra battuta, questa tratta da un film di Aldo, Giovanni e Giacomo, “Odio l’estate”, che meglio di mille discorsi fissa il posto che Alex s’era ritagliato nel mondo. La pronuncia Maria Di Biase, l’attrice che interpreta il ruolo di moglie di Aldo, un marito pigro e fannullone che trova sempre il modo di rimandare tutto e non fare mai niente, il più delle volte simulando un dolorino. “Ce l’hai presente Zanardi – gli chiede la donna esasperata – quello le maratone fa, e non ha le gambe. Le maratone!”.Ecco, il modo in cui Alex ha ispirato tutti noi nel non darsi mai per vinti, ma soprattutto le migliaia di persone cui il destino ha inferto un danno, e che davanti al suo esempio instancabile hanno fatto pace con la vita, o almeno hanno stretto un armistizio per provare a ricominciare a vivere, è qualcosa di incomparabile.Lui e Bebe Vio, non a caso tra le più profonde nella manifestazione del suo lutto, hanno cambiato la percezione dello sport paralimpico togliendogli ogni componente di pietismo e trasformandolo in competizione analoga a quella olimpica, solo partendo da condizioni diverse. E quindi non c’è una figura che meglio di Alex Zanardi possa ricordarci che siamo composti da un corpo e un’anima, e che al di là dei poteri del primo – la capacità di sopravvivere nei 30 minuti successivi all’incidente del 2001 rasenta l’inspiegabile – sia la seconda a essere depositaria della forza. E siccome Zanardi è un uomo che non verrà mai dimenticato, a essere immortale.
