Milan e Juve in risalita. E l’Inter rimonta sempre

di Furio Piccione

Milan e Juve in risalita. E l’Inter rimonta sempre

| lunedì 26 Ottobre 2026 - 08:27

Dopo otto partite la classifica del Campionato di serie A ha ormai preso una forma compiuta

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Dopo otto partite la classifica ha ormai preso una forma compiuta, separando chi corre per una grande stagione, l’Inter e la Roma, ma anche il Frosinone o il Torino, e chi è già dovuto correre ai ripari come Bologna o Fiorentina. Le squadre clamorosamente fuori posto rispetto alla griglia di partenza sono due, la Lazio in positivo – è in testa alla classifica – e il Napoli in negativo, ha la metà dei suoi punti. Gattuso ha continuato anche sabato contro il Parma la sua luna di miele, vedendo uscire alla distanza la mentalità vincente dei suoi. Continua a dire che lassù la Lazio non c’entra niente, ed è vero: ma i nove punti di vantaggio che ha sull’ottavo posto ci dicono che uno dei 7 passaporti per le coppe europee della prossima stagione sarà suo. Allegri viceversa è in crisi soprattutto di risultati, perché il pareggio con la Roma è giunto al termine di una prestazione apprezzabile e il centrocampo ridisegnato con De Bruyne regista basso mostra buone potenzialità: ma la cosa non rincuora in alcun modo il tecnico livornese, scivolato a meno 7 dal quarto posto che per il Napoli è un obiettivo irrinunciabile, e a questo punto lontano. La ferocia con la quale l’Inter ha affrontato e risolto la settima situazione di svantaggio della stagione – la quinta in campionato – è un avviso molto chiaro alle avversarie in Italia, e un’implicita risposta alle domande retoriche di Chivu, quando chiede ai giornalisti perché parlino sempre di anti-Inter anziché di anti-Roma o anti-Milan. L’Inter in serie A psicologicamente funziona come il Real Madrid in Europa: sta rendendo la rimonta una tale regola da vivere i vantaggi rivali senza alcuna angoscia, consapevole che in un modo o nell’altro il risultato arriverà. C’è un intimo divertimento nel risalire la corrente, e soprattutto la serialità di questi recuperi appesantisce le gambe di chi è scattato avanti, e vede il traguardo comunque lontano anche se mancano pochi minuti. Passata in vantaggio grazie al classico gol della domenica firmato da Jimenez, la Fiorentina è stata sigillata nella sua area e attaccata in tutte le maniere: due traverse, un rigore negato, grandi parate di De Gea, respinte disperate di Dragusin, a un certo punto il ritmo delle occasioni nerazzurre era di una chance al minuto. La Fiorentina non poteva resistere fino alla fine, e infatti è venuta giù di schianto nel recupero. Come succede al Bernabeu, la rimonta è la classica profezia che si autoavvera.Chi può reggere questa forza tecnica e anche morale dell’Inter, che oltretutto non cala mai grazie alla qualità della sua panchina? Roma e Como continuano a proporre l’impianto di gioco migliore alle spalle della favorita, e l’hanno confermato sabato. La Roma con la doppia rimonta sul Napoli: la seconda soprattutto, considerata la dinamica del punteggio, è stata un’impresa. Il Como perché dopo la sbornia con il Manchester United una distrazione col Sassuolo era nelle cose, e invece non è venuta.Il Milan gli è rimasto davanti di un punto, sull’ultimo sedile della prossima Champions, e in prospettiva può pensare che se il Como dovesse superarlo lui può riagguantare almeno la Lazio mantenendo così la coppa più ricca. Udine era una tappa delicata dopo il nuovo, pesante ko in Europa League, e Amorim ne è uscito segnando due reti nei momenti giusti e soffrendo assai meno del previsto le molte assenze. Sabato prossimo il derby darà una risposta precisa sulle reali potenzialità rossonere, che in parte sono ancora nascoste.La Juventus ha vinto a Lecce la partita che non poteva sbagliare, ed è possibile che il crac dello United in casa col Bournemouth liberi Spalletti dall’ombra di Antonio Conte. Nel primo tempo di Lecce, quello in cui è stata costruita la vittoria, ha giocato decisamente bene Douglas Luiz, il più felice dei restauri operati dal tecnico toscano. Aspettiamo conferme, ma con la leadership del brasiliano la squadra assume una forma interessante, nella quale Woltemade troverà un posto fisso soltanto se aggiungerà grinta e agonismo alla pulizia con cui interpreta il suo ruolo, ovvero il centravanti arretrato. Così freddo, quasi distaccato, perde almeno il 50 per cento del suo potenziale.

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