Tra ragioni economiche e ambientali, ecco perché si pagherà per restituire i capi. L’era del reso gratuito sembra volgere al termine.
Tra ragioni economiche e ambientali, ecco perché si pagherà per restituire i capi L’era del reso gratuito sembra volgere al termine. Da Zara a Uniqlo fino ad Asos, sempre più retailer di moda hanno introdotto una commissione per la restituzione degli acquisti. Il primo motivo è economico: i resi sono un costo in tempo e denaro, e sono cresciuti a dismisura con la diffusione dell’e-commerce Molti consumatori acquistano più taglie dello stesso capo e poi decidono quali restituire Altri li comprano sapendo già che li restituiranno, solo per fare una foto su Instagram o un video su TikTok Ma i resi hanno anche un costo per l’ambiente: spesso i resi non sono rimessi in vendita ma buttati perché più conveniente Questo si traduce in un grande incremento delle emissioni di anidride carbonica Quali saranno le conseguenze? I consumatori potrebbero diventare più oculati e potrebbe diminuire il fenomeno dello shopping d’impulso ( LaPresse/AP – CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/economia/moda-finita-l-era-reso-gratuito-cosa-sta-succedendo/2e5952e6-27ab-11ed-83db-919b375d30ef
