Dopo settimane di negoziati impossibili, la Repubblica islamica consegna ai mediatori di Islamabad la risposta al memorandum di Washington: «Cessazione immediata della guerra» e «ripristino della sicurezza marittima» nel Golfo e nello Stretto di Hormuz. Poi, si parlerà del resto. A guardare i contorni del documento e della replica sembra che non si discostino molto dalla bozza degli ayatollah di qualche settimana fa, che prevedeva un accordo in due fasi: prima le urgenze, poi i nodi veri.
Il primo a commentare è il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che deve rassicurare i falchi di casa: «Non ci piegheremo mai di fronte al nemico e se si parla di dialogo o di negoziato ciò non significa resa o ritirata». Il secondo è Donald Trump che butta tutto all’aria: «Ho appena letto la risposta dei cosiddetti “rappresentanti” dell’Iran. Non mi piace: totalmente inaccettabile!»
