Al presidente importa raccontare agli americani di essere capace di vincere
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La prossima tappa sarà Cuba. Ormai l’hanno l’hanno capito tutti. È una scorciatoia fondamentale per il presidente Trump verso le elezioni di midterm per dimostrare agli americani di essere capace di vincere da qualche parte. Nel frattempo l’isola, ultima enclave comunista a disposizione, è strangolata da un embargo violentissimo imposto dagli americani a livelli inediti rispetto agli ultimi 60 anni e che ha praticamente tolto l’energia, le forniture di petrolio a un’intera popolazione.Alla fine dell’incontro tra il segretario di Stato americano Marco Rubio, il pontefice Leone XIV si è raccomandato c di non dimenticare, di aiutare, di assistere il popolo cubano devastato da carestia ed embargo. Rubio, peraltro, è di origine cubana e figlio di esuli cubani. La risposta degli americani è stata stringere ancora di più i bulloni contro Cuba a colpi di ordini esecutivi che tagliano completamente fuori qualsiasi rifornimento possibile da inizio anno.Solo una nave russa è riuscita a passare attraverso l’embargo degli americani, il che comporta il fatto che senza più energia, un’intera popolazione vive circa 15 ore al giorno priva di elettricità e che comporta ancora che i servizi essenziali non ci sono più, a cominciare dalle scuole agli ospedali, la famosa sanità cubana, Ricordate? Ci sono 96.000 interventi chirurgici in arretrato, di cui 11.000 riguardano i bambini.Le Nazioni Unite, naturalmente, hanno fatto sentire la loro voce inutile, come sempre, sottolineando il fatto che questo blocco illegale si configura come una forma di punizione collettiva contro la popolazione cubana. Intendiamoci, io non piango di certo per la caduta di un regime dittatoriale come quello castrista che ancora oggi tiene in galera tra 700 e 1250 detenuti politici, che ancora oggi reprime duramente l’opposizione.Ma fare pagare questo prezzo a un’intera popolazione è ovviamente molto ingiusto, molto sbagliato. Dietro tutto questo c’è, come non è difficile capire, il calcolo politico di Trump. Abbiamo parlato delle elezioni di midterm. Trump peraltro ha detto che quando avrà finito l’operazione in Iran, la portaerei Lincoln si potrebbe fermare a un centinaio di metri dalle coste cubane per vedere cosa succede. Cosa succede? Naturalmente Trump lo ha lasciato intendere facilmente. Quello che però soprattutto gli importa è raccontare agli americani di essere capace di vincere, cosa che non riesce a fare in Iran, trasformato in un pantano devastante per lui, per i repubblicani, per i maga e per il mondo intero, con il disastro economico che ne è conseguito.Quindi? Quindi Trump ha bisogno di una distrazione di massa. Non che gli importi particolarmente della democrazia cubana, come non gli importava nulla della democrazia venezuelana in Venezuela. A inizio gennaio ha abbattuto, ha fatto rapire il dittatore venezuelano Nicolas Maduro, ma l’ha sostituito con la vice di Nicolas Maduro. Quindi di fatto è rimasto in piedi un regime soltanto prono ai desideri di Trump.La soluzione peggiore forse potrebbe essere proprio questa: a Cuba un regime decapitato, asservito al trumpismo, che non sia nemmeno in grado di regalare ai cubani una democrazia che di fatto non hanno mai visto. Tutto questo perché Trump possa raccontare agli americani di essere un vincente.
