La prima scossa si registrò il 24 agosto 2016 alle ore 3,36. Ebbe una magnitudo 6.0 con epicentro a una profondità di 4 km, lungo la valle del Tronto, tra i comuni di Arquata, Pescara del Tronto, Accumoli e Amatrice, dunque tra Marche e Lazio.
La seconda scossa, alle 4,32, colpì nella zona di Norcia e Pescara del Tronto, la terza scossa un minuto dopo, sempre a Norcia. Lo sciame sismico non finì lì. Nel Centro Italia, tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, la terra continuò a tremare per alcuni mesi. Le repliche più potenti furono quelle del 26 ottobre 2016, che sconvolsero di nuovo Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera.
Altre scosse ci furono a inizio 2017. In tutto il cratere, gli eventi sismici provocarono 303 morti, 388 feriti e circa 41.000 sfollati. I danni sono stati quantificati in circa 27 miliardi. La ricostruzione ha proceduto stancamente per molto tempo. Lo stesso commissario straordinario Guido Castelli, in carica da gennaio 2023, ha ammesso in un’intevista rilasciata al Carlino che “scontiamo le troppe false partenze dei primi anni”. Tuttavia ha rivendicato di aver sbloccato la ricostruzione materiale, di aver liquidato il 70% di quella privata e fatto partire il 98% di quella pubblica, oltre ad aver creato posti di lavoro.
di Flavio Nardini
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