È la prima discussione sul bilancio pluriennale 2028-2034 il piatto forte del secondo giorno del vertice europeo informale in corso a Cipro.
A tenere banco, però, restano le contingenze immediate, dalla crisi energetica alle sue ripercussioni sulla crescita, ai margini di manovra per farvi fronte.
Più ampi per chi ha spazio fiscale a sufficienza (vedi la Germania), molto più ristretti per chi (come l’Italia), quei margini non li ha e se li è visti ulteriormente erodere da un andamento dei conti pubblici che nel 2025 ha tenuto l’asticella del deficit ancora al di sopra del tre percento, con tanto di mancata uscita dalla procedura di infrazione.
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