"L’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per aerei per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l’economia dell’intero continente". È l’allarme lanciato oggi da Faith Birol, direttore esecutivo dell’Aie, l’Agenzia internazionale dell’Energia.
Dipenderà tutto, spiega l’Aie, da quanto si riuscirà a importare dai mercati internazionali per compensare la perdita delle forniture che arrivano dal Medio Oriente. Da là infatti fino ad oggi è arrivato circa il 75% delle importazioni nette di carburante per i nostri aerei. L’approvvigionamento da Africa e Stati Uniti difficilmente basterà. Le scorte sono effettivamente in calo. Sono gli effetti della guerra in Iran e di una situazione ormai incandescente in quella parte prolifica del Medioriente che ha rapporti con l’occidente.
Osservato speciale è sempre il blocco dello Stretto di Hormuz che, se non riaprirà entro maggio, rischia di provocare "la più grossa crisi energetica che l’Europa abbia mai affrontato" dice oggi l’Aie. Dunque, il rischio è quello di un deficit strutturale di carburante in piena estate con possibile cancellazione di centinaia di voli ogni giorno.
E mentre da settimane Bruxelles sta studiando un dossier per affrontare la crisi del cherosene: obiettivo massimizzare la produzione delle raffinerie e valutare misure specifiche per la fornitura, dalla presidenza degli aeroporti italiani arriva l’assicurazione che entro fine maggio la situazione resta comunque sotto controllo. La compagnia Lufthansa ha così deciso di ridurre di almeno cinque aerei l’offerta di voli a corto e medio raggio per la prossima stagione invernale.
L’unione europea intanto impone ai suoi stati di mantenere riserve petrolifere d’emergenza per 90 giorni come cuscinetto, distinte da quelle degli operatori indipendenti.
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