Il racconto dell’ex consigliera comunale di Firenze la cui barca ha naufragato nei giorni scorsi al largo delle coste di Israele
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«Siamo a Heraklion pronti a tornare in mare con la Flotilla e navigare verso Gaza». Sono le parole dell’ex consigliera comunale Antonella Bundu, che in questo momento – 4 maggio – si trova a Creta, ospite del centro autogestito anarchico Evangelismos, che sta accogliendo, come raccontato in un video da Bundu, «le persone trattenute e torturate dalle forze militare israeliane». «Qui a Evangelismos – ha continuato l’ex consigliera comunale – abbiamo incontrato quei compagni e compagne della flottiglia con il naso rotto, gli occhi tumefatti, le gambe bruciate e perforate dai proiettili a sale, le costole incrinate, chi claudicante, chi dolorante, chi con il collare cervicale… Qui ho trovato un materasso e un sacco a pelo per dormire. E sempre qui sono venuti i cretesi a portare sacchetti di abiti usati ma puliti. Grazie a questo, ho potuto avere anche un cambio di vestiti, avendo perso tutto quando abbiamo abbandonato la barca». Bundu è tornata a chiedere «il rilascio immediato di Thiago e Saif», due attivisti ancora trattenuti da Israele.
