Lunedì 13 aprile la comunità di Massa si è raccolta in preghiera nella chiesa di San Sebastiano per ricordare Giacomo Bongiorni, ucciso in piazza davanti alla compagna e al figlio di 12 anni
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Lunedì 13 aprile la comunità di Massa si è raccolta in preghiera nella chiesa di San Sebastiano per ricordare Giacomo Bongiorni, ucciso in piazza Felice Palma davanti alla famiglia e al figlio di 12 anni. Le persone che hanno partecipato al momento di raccoglimento si sono poi dirette in silenzio verso il luogo del delitto, che fiori e biglietti hanno trasformato in un altare alla memoria di Bongiorni. «Non si può morire così, era un bravissimo ragazzo e un ottimo padre, non ci sono parole», dicono gli amici fuori dalla chiesa. Presente e straziata dalla sofferenza anche la mamma della vittima, alla testa del corteo che si è poi sciolto in un lungo applauso accompagnato dalle lacrime della comunità. I carabinieri stanno cercando di capire cosa sia successo esattamente nella notte tra sabato e domenica. Il carpentiere di 47 anni è stato ucciso sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni, colpito con calci e pugni da un gruppo di ragazzi in piazza. Due maggiorenni sono stati arrestati per il pestaggio e la morte di Bongiorni, ma ci sono altri sospettati. Vittima del pestaggio oltre a Bongiorni anche il cognato, Gabriele Tognocchi, che ha riportato ferite e contusioni su varie parti del corpo ed è stato dimesso dall’ospedale nella giornata di lunedì. «Ci sono piombati addosso e hanno continuato a colpire per ucciderci. Potevo salvarlo, ma non ce l’ho fatta», ha raccontato. «Erano in dieci, noi abbiamo solo invitato quei ragazzini a smetterla di lanciare e spaccare vetri, visto che qualche bimbo come i nostri poteva magari tagliarsi una mano o un piede e farsi male. In un attimo ci sono piombati addosso e ci hanno circondato, iniziando a menare pugni e calci». Secondo il racconto di Tognocchi e della compagna di Bongiorni, anche lei presente insieme al figlio dell’uomo, il tutto è nato da una discussione degenerata: nel decreto di fermo per i due maggiorenni si legge che «la lite è iniziata per futili motivi» e che «un pugno ha determinato la caduta a terra» di Bongiorni. Poi i colpi sono continuati e Bongiorni sarebbe stato accerchiato da cinque giovani: non solo i due maggiorenni — i romeni Alexandru Ionut Miron di 23 anni e Eduardo Alin Carutasu di 19 anni — e l’italiano di 17 anni, finiti poi in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, ma anche altri due minori, sedicenni, che risultano indagati a piede libero per rissa aggravata dall’evento della morte. «Vogliamo giustizia per Giacomo, per i suoi figli e per mia sorella – ha detto Gabriele Tognocchi —, non si può agire in questo modo, peggio delle bestie. E le istituzioni devono fare qualcosa per rendere più sicure le piazze di Massa». (Immagini di Gianvito Rutigliano / Agtw)
