È stato individuato e fermato dalla Squadra mobile di Taranto anche il sesto presunto componente della baby gang coinvolta nell’aggressione costata la vita a Sako Bakari, il 35enne bracciante agricolo originario del Mali, ucciso con tre coltellate all’alba di sabato scorso in piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto.
A quanto si è appreso, si tratta di un 22enne, secondo maggiorenne del gruppo, anche lui residente nel centro storico del capoluogo ionico. Il provvedimento di fermo è stato eseguito dai poliziotti su disposizione della procuratrice Eugenia Pontassuglia e della sostituta Paola Ranieri.
La presenza di un sesto aggressore era stata documentata dalle telecamere a circuito chiuso. Nel provvedimento di fermo dei primi 5 arrestati, si parlava di "un sesto individuo che in quel momento era ai tavolini del bar, il quale aggredisce Sako con un pugno".
Alla scena avrebbe assistito anche una ragazza, al momento non indagata. Gli accertamenti proseguono proprio per chiarire il ruolo di tutte le persone presenti durante quei drammatici minuti consumati tra via Garibaldi e piazza Fontana. Venerdì sarà intanto il giorno degli interrogatori di garanzia per i quattro minorenni e il ventenne fermati con l’accusa di concorso in omicidio volontario. Al momento non viene contestata l’aggravante dell’odio razziale. I ragazzi tra i 15 e i 16 anni compariranno davanti al gip del Tribunale per i minorenni Paola Morelli. Il maggiorenne sarà invece ascoltato dal gip del Tribunale ordinario Antonaci. Nella stessa giornata potrebbe essere conferito anche l’incarico per l’autopsia sul corpo della vittima.
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