Beppe Montana, morte di un Commissario

di Jack Sentenza

Beppe Montana, morte di un Commissario

| domenica 28 Lug 2019 - 00:01

28 luglio 1985 – A Porticello, frazione del comune di Santa Flavia, la mafia uccide il commissario Beppe Montana, capo della Sezione Catturandi della squadra mobile di Palermo, braccio destro di Ninni Cassarà e fedelissimo dei giudici Falcone e Borsellino.

Di fatto, Montana costituiva il vero braccio operativo del Pool antimafia (fin dai tempi in cui questo era stato ideato dal giudice Rocco Chinnici), grazie all’attenta coordinazione delle indagini da parte di Ninni Cassarà e alla sinergia con le “menti” Falcone e Borsellino: una perfetta simbiosi che consentirà l’allestimento di quel “capolavoro giudiziario” (cit.: Caselli) chiamato Maxiprocesso.

Ma oltre alle strategie messe in campo, all’eccellenza lavorativa e al sacrificio quotidiano, ci fu anche un altro, importantissimo fattore che permise a questo gruppo di uomini di condurre in porto il lavoro svolto. Un fattore certo non scritto nei codici di comportamento, ma nondimeno fondamentale per la loro compattezza: una vera, sincera amicizia.

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